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lunedì 1 maggio 2017

Biagio Antonacci

Biagio Antonacci (Milano, 9 novembre 1963) è un cantautore e chitarrista italiano.
 Figlio di padre pugliese di Ruvo di Puglia (Paolo Antonacci, morto nel 2014)  e di madre milanese, Antonacci è cresciuto a Rozzano e, già giovanissimo, suona la batteria in gruppi di provincia, nonostante l'impegno scolastico per prendere il diploma da geometra. Dopo la maturità si arruola nell'Arma dei Carabinieri e frequenta la Scuola Allievi alla caserma Cernaia di Torino. Terminato il corso, svolge il servizio a Garlasco.  Avendo saputo che il cantautore Ron risiede proprio a Garlasco, decide di conoscerlo: Ron lo sottopone a un provino e, convinto delle capacità di Antonacci, lo presenta al frontman degli Stadio, Gaetano Curreri, che lo fa debuttare in apertura di un suo concerto.
 Nel 1988 Antonacci partecipa tra le Nuove Proposte al 38º Festival di Sanremo con il brano Voglio vivere in un attimo, senza accedere alla finale. Ottiene il primo contratto discografico e nel 1989 viene pubblicato il suo primo album, Sono cose che capitano.

 Il secondo album si intitola Adagio Biagio (titolo ispirato a una canzone ironica degli anni venti) ed esce due anni dopo. Qualcosa comincia a muoversi, le radio lo promuovono, Danza sul mio petto e Però ti amo, ed il successo è a portata di mano. Nel frattempo ha un legame sentimentale con Marianna Morandi, figlia di Gianni Morandi, con la quale ha avuto due figli: Paolo e Giovanni.
 Nonostante l'interesse suscitato dai primi due album, Antonacci non è riuscito a sfondare, ed è consapevole che se anche il terzo disco non dovesse soddisfare le aspettative che i discografici hanno su di lui si giocherebbe la carriera. In questi primi anni è piuttosto intensa anche la sua attività di autore, che comunque non viene meno negli anni seguenti. Tra gli altri artisti per i quali ha collaborato figurano gli Stadio (Per lei del 1989), Syria, Angela Baraldi, Flavia Fortunato e Annalisa Minetti. Nel 1992, dopo aver scritto per Mietta (Brivido di vita, Lasciamoci respirare) e Mia Martini (Il fiume dei profumi), propone il singolo, e relativo album, Liberatemi con cui gira l'Italia partecipando al Festivalbar e con cui ottiene finalmente un successo lusinghiero. L'album, prodotto da Mauro Malavasi, vende 150.000 copie e sancisce l'importanza di Biagio Antonacci nel panorama musicale italiano. Nonostante gli impegni riesce a dedicare del tempo all'altra sua passione, il calcio, e diventa titolare della nazionale cantanti. In una di queste occasioni conosce don Pierino Gelmini e collabora al suo progetto per il recupero di giovani emarginati con diverse iniziative. Nel 1993 partecipa per la seconda volta al Festival di Sanremo con Non so più a chi credere, classificandosi ottavo nella sezione Campioni, e nello stesso anno è in tour per tutta l'Italia ottenendo un ottimo riscontro di pubblico. Pubblica una raccolta con lo stesso titolo del brano sanremese, nella quale compare per la prima volta su CD Se ti vedesse mamma, singolo uscito nel 1990. Nello stesso anno Mina incide Mille motivi, scritta per lei proprio da Biagio Antonacci. Nel 1996 partecipa al Lombardia Festival diretto da Luigi e Carmelo Pistillo (collaborazione artistica di Marco Mangiarotti).

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